Nasce a Fontenay-aux-Roses il 3 Ottobre del 1867. Come molti altri pittori dello scorso secolo, frequenta la facoltá di Diritto. A partire dal 1888 entra alla scuola di Belle Arti dove conosce Vuillard e Roussel. Dopo la laurea in giurisprudenza affronta l´inevitabile opposizione del padre, funzionario al ministero della Guerra, per consacrarsi definitivamente alla pittura.
Presto debutta come litografo ed il suo talento come illustratore di libri viene notato da "La Revue blanche", tanto che nel 1891 invia delle tele al famoso "Salon des Indépendants". Con i compagni dell'Accademia Julian, i nabis, inizia ad esporre presso Le Barc de Boutteville.
Agli inizi preferisce ritrarre gli aspetti della vita parigina, la Parigi di Mallarmé e di Verlaine.
Con il passare del tempo la sua attenzione si sposta verso la campagna e le scene domestiche, tematica comune a numerosi pittori, dopo Degas che l'ha diffusa per primo. Negli anni dell´
Art Nouveau, Bonnard si ispira moltissimo alle stampe giapponesi, tanto da meritarsi il soprannome di "nabi giapponese".
L´originalitá della sua pittura parte dal numero dei colori, solo nove oltre al bianco, contro i dodici di Seurat. La sua tavolozza si compone di due gialli, arancione, rosso lacca carminio, blu, viola cobalto ed oltremare, due verdi. Né nero, né tinte neutre.
La cronologia delle sue opere é resa problematica a causa del suo modo di lavorare. Inizialmente traccia sulla tela dei tratti confusi, per memorizzare la scena, poi inizia a distribuire dei piccoli tocchi di colore, Lascia riposare il quadro e lo riprende dopo alcune settimane, in certi casi anche anni dopo per definire un dettaglio. La firma la appone dopo lunghe esitazioni, alla fine di mille ripensamenti dove il pittore sembra quasi costretto ad ammettere che non puó piú aggiungere nulla. Quello che é determinante ai fini cronologici é la plasticitá cubista dell´immagine, anche se Bonnard é lontano dal cubismo che non rifiuta, ma che usa per intensificare le proprie preferenze cromatiche.
La sua passione per i nuovi motivi lo conduce in diverse regioni francesi, in giro per l´Europa, l´Africa del Nord e gli Stati Uniti. A partire dal 1932 si concede dei lunghi soggiorni nelle piccole cittadine balneari di Trouville, Arcachon e Deauville. I suoi quadri risentono dunque della luce "marina" della Normandia che diventa l´assoluta protagonista delle sue tele, dove vibra in tutto lo spazio compositivo, quasi un collante ai soggetti ritratti.
Il periodo della seconda guerra mondiale lo trascorre a Le Cannet, nelle Alpi Marittime dove muore nel gennaio del 1947.
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