Salvador Felipe Jacinto Dalí nasce l'11 maggio 1904 a Figueras, nel nord della Catalogna. Dotato di un precoce senso dell'osservazione, decide che sará pittore, incoraggiato in
questo dall'artista Ramón Pichot che suggerisce ai genitori di fargli prendere corsi di disegno.
Nel 1918 espone le prime opere di fattura impressionista, a volte puntinista, nel teatro municipale della cittá natale.
Altra tappa fondamentale per la sua evoluzione é un viaggio a Parigi nel 1926, dove ha modo di studiare le tele del Vermeer ; il suo stile si semplifica e la tecnica ne rimarrá influenzata per sempre.
Nel 1929 ritorna nella capitale francese, invitato da Buñuel e ne approfitta per entrare in contatto con i surrealisti:
Tristan Tzara,
Paul Eluard,
André Breton,
Max Ernst,
René Magritte,
Man Ray.
La prima mostra parigina del 1929 divide la critica: alcuni lo osannano, altri gridano allo scandalo. Nel 1933 espone per la prima volta a New York; nel dicembre dell´anno dopo ad una conferenza presso il
Wadsworth Atheneum, spiega agli ammiratori entusiasti il segreto per comprenderlo: "La sola differenza fra me ed un pazzo é che io non sono un pazzo."
Il paradosso sembra l´unico esercizio mentale possibile per accedere alle ossessioni che permeano la sua vita e per conseguenza la sua pittura. Una copertina di Time nel 1933, con una foto di Man Ray, lo consacra celebritá
Il distacco con le avanguardie europee diviene definitivo quando il 16 agosto del 1940 Dalí e Gala s´imbarcano per l´America, dove soggiorneranno per otto anni. Negli anni che seguono dimostra in vari modi la sua incredibile polivalenza creativa: disegna gioielli, decora l´appartamento di Helena Rubinstein, compone delle pubblicitá per Vogue e Shocking, ma per farsi perdonare queste americanate il 2 settembre del ´41, organizza una cena benefica i cui proventi vanno agli artisti profughi.
É notato da alcuni critici che lo spingono a proseguire gli studi nella capitale.
Dal 1921 al 1925 Dalí si trasferisce a Madrid dove frequenta l'universitá. I modi estremamente riservati e la testardaggine con la quale persegue uno stile rigoroso lo emarginano. I compagni
pensano che sia un reazionario, ignorando che Dalí,
deluso dall'immobilismo accademico, s'ispira alle opere della scuola Metafisica italiana
ed a quelle dei futuristi. Artisti come De Chirico, Carrá, Severini
e Morandi.
Quando Federico García Lorca e Luis Buñuel, capi
del movimento avanguardista, scoprono che Dalí sta sviluppando un proprio stile cubista ne fanno un modello per gli altri studenti.
Il cambiamento é radicale: l´artista da timido diventa eccentrico, da studente zelante si trasforma in contestatore.
Ritornato a Cadaqués ricambia l´invito. Eluard porta con sé la moglie Gala, definita "la Musa del Surrealismo". Dalí se ne innamora perdutamente e quando gli amici ripartono, lei decide di rimanere.
Sotto la sua influenza gli anni surrealisti del pittore sono particolarmente fecondi; in lui ormai é chiaro che l´unico mondo reale é quello onirico.
Egli non deforma la realtá, ma ne dipinge alcuni elementi trasformati.
Nel ´37 la
Spagna,
l´Italia e la Germania sono ormai governate da governi totalitari. Dalí non diventa un militante, si limita a ritrarre le sue premonizioni, come nel dipinto "L´Enigma senza fine", una tela caratterizzata da immagini doppie e triple moltiplicate all'infinito, simbolo dell'apocalisse che si sta delineando in Europa.
Il suo linguaggio simbolista si drammatizza: le automobili diventano degli scheletri sanguinanti ed il telefono, strumento di una speranza di dialogo, viene sovente associato a dei rami d´ulivo spezzati, ma con ancora delle foglioline tenacemente appese.
Giá nel 1934 Dalí aveva rotto con il gruppo surrealista e Breton ne aveva denunciato il carattere, teso al facile guadagno, anagrammando le lettere del nome in AVIDADOLLARS.
Nel ´42 incomincia ad interessarsi alle scenografie dei balletti "Romeo e Giulietta" e "Tristano e Isotta". Si cimenta in una sceneggiatura per Jean Gabin e scrive un romanzo che nelle intenzioni dell'autore dovrebbe ricalcare la tradizione letteraria di Balzac.
Il 21 luglio del 1948 rientra in Europa e subito dopo essere sbarcato a Le Havre si dirige a Port Lligat. Il 1950 segna una svolta nei temi ispiratori. Probabilmente il momento di crisi inizia quando la sorella Ana Maria pubblica a Barcellona il libro: "Salvador Dalí visto da sua sorella".
Il pittore ritorna ai traumi dell´infanzia: la solitudine di un sognatore impaziente, la frattura in seguito alla decisione del padre di cacciarlo di casa, l´isolamento dei primi anni a Madrid. Dalí contrattacca con dignitá raccontando solo le cose positive che la Catalogna gli ispira: la luce dell´Ampurdan, le scogliere di Port Lligat,
la rustica vita dei pescatori e soprattutto la presenza costante di una donna sublime al suo fianco, sua moglie Gala.
Il 1954 é uno dei periodi piú creativi per l´artista che partecipa ad esposizioni importanti. A partire dagli anni 60 gli sono dedicate diverse mostre ed é fatto oggetto di numerosi riconoscimenti pubblici. Nel maggio del 1983 dipinge la sua ultima tela che segna la fine di una vita vissuta sotto il segno dell'eccesso della genialitá adulta e del patetico ascetismo degli ultimi anni.