Pur essendo uno dei quadri piú significativi del primitivismo bretone sviluppato dall'´artista, non si hanno documenti su questa tela.
Generalmente si fa risalire "Il Cristo giallo" al soggiorno a Pont-Aven nel settembre del 1889, alcuni dettagli confermano questa datazione, ad esempio i colori autunnali della collina sullo sfondo.
Il soggetto si ispira al Cristo in legno policromo del XVII secolo che é conservato nella navata sinistra della cappella di Trémalo, nei dintorni di Pont-Aven. Le due bretoni inginocchiate a sinistra sono delle varianti delle figure disposte ne "La visione del sermone"
. In entrambe le tele vengono rappresentati in parallelo il mondo reale e quello immaginario, uniti in questo caso dalla croce che si erige su un Golgota stilizzato in una semplice massa grigia in primo piano e da un paesaggio reale sullo sfondo.
La maturitá artistica raggiunta da Gauguin viene celebrata da un lungo articolo del critico Octave Mirbeau che parla in maniera entusiasta della mescolanza inquietante della liturgia cattolica, dell´immaginario gotico e di un sottile ed oscuro simbolismo.
In questo periodo Gauguin si vede probabilmente come un messia della pittura ed il "Cristo giallo" compare sullo sfondo di un suo autoritratto, dove accentua la luce sulla fronte, sottolineando la predominanza dello spirito e nello stesso tempo il prezzo pagato per questo dura conquista: la solitudine, il senso di abbandono ed il sacrificio.
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