Nasce ad Albi il 24 Novembre del 1864. La sua famiglia appartiene ad un antico casato nobiliare. Come il nonno e lo zio, pittori dilettanti, inizia a disegnare, proprio quando cominciano a manifestarsi i sintomi della sua tragica malformazione. In seguito alla frattura di una gamba, diventa palese che é colpito da una rara forma di nanismo che la famiglia non accetta. Il padre sembra ignorarlo, mentre la madre dal carattere oppressivo non si rassegna. Quando anche la madre si rende conto che Henry non potrá mai vivere secondo il le possibilitá offerte al suo rango sociale: cavalli, corse, caccia, saloni e balli ed aspirare ad un prestigioso matrimonio, lo lasciano libero di interrompere gli studi al liceo parigino e ad iscriversi all´atelier di Léon Bonnat, pittore accademico che vent´anni piú tardi si batte perché le opere del suo allievo non entrino al Louvre.
Nel 1882 il suo maestro diventa Fernand Cormon, ma dopo qualche anno Lautrec inaugura un proprio atelier, in rue Tourlaque, non lontano da quello di Degas. I suoi punti di riferimento diventano: Pissarro, Cézanne, Gauguin, ma soprattutto Degas. A quest´ultimo lo avvicina la passione per le xilografie giapponesi, comune al nascente movimento dell´
Art Nouveau, l'acuta analisi psicologica che in pochi tratti gli permette di catturare l´anima di chi ritrae.
L´apparente facilitá del suo segno é frutto di una costante insoddisfazione che lo porta a ripetere innumerevoli volte la scena per fermare la posa, il gesto, il tratto psicologico. Lautrec intensifica l´emozione del primo sguardo che traduce in un linguaggio visivo essenziale e penetrante, non a caso é considerato l'inventore della grafica moderna. La sua prima locandina non puó che essere dedicata al Moulin Rouge, il tempio del divertimento parigino, dove giá trova accoglienza una sua opera. Per promuovere lo spettacolo ritrae i due primi ballerini: Louise Weber, conosciuta come La Goulue e Jacques Renaudin, commerciante di vini durante il giorno e ballerino noto con il soprannome di Valentin le Désossé, il "disossato" per la sua agilitá. Il cartellone ha un´accoglienza sensazionale, sia da parte del pubblico, sia fra i critici, fattore che incoraggia Lautrec.
Diventa un habitué delle case chiuse, dei cabarets, del circo, del teatro, dei cafés-concerts dove il can-can rappresenta il simbolo dell´irrefrenabile voglia di vita. All´epoca Montmartre non é un luogo turistico, ma é frequentato da gente normale e da artisti che vogliono divertimenti al limite del legale, disposti a vivere senza inibizioni le proprie nevrosi. A Montmartre scatena la sua capacitá realizzativa, piú di 5000 disegni che riprendono ogni aspetto di un mondo privo di maschere: semplice, voyeristico, feroce.
Dopo il 1884 partecipa a delle esposizioni collettive, fra cui a quelle dei "XX" a Bruxelles, nel 1887 incontra Van Gogh a cui esegue un ritratto.
Nel 1897 iniziano le prime crisi di etilismo e di sifilide, alla madre scrive: "Vivo come in uno stato di letargia. La mia pittura ne soffre. Non ho idee." All´acuirsi dei problemi viene ricoverato in un ospedale a Neuilly e la stampa parigina ne fa un caso, dichiarandolo folle. Lo scandalo fa aumentare la quotazione dei suoi quadri, gli sono offerte delle ricompense ufficiali che peró rifiuta. Viene affidato ad un amico di famiglia, Paul Viaud perché lo aiuti a fare a meno dell'alcool. Nel 1900 esegue l´ultimo dei suoi 32 manifesti, quello per l´operetta La Gitane. É membro della giuria nella sezione delle affiches, all´Esposizione Internazionale di Parigi. Successivamente trascorre dei periodi a Bordeaux dove realizza delle tele splendide, ispirate agli spettacoli teatrali.
Verso la fine d´agosto dell´anno dopo la madre lo accompagna al castello di famiglia di Malromé. Sembra riprendersi ed inizia una serie di grandi pannelli per la sala da pranzo che saranno peró interrotti dalla sua morte il 9 settembre del 1901, a soli 36 anni.
BACK