Genio tra i piú grandi di tutti i tempi, nasce ad Anchiano presso Vinci il 15 aprile 1452, figlio illegittimo del notaio "ser Piero" e della giovane Caterina.
Alla corte del Duca si puó dedicare a diversi studi per realizzazioni d´ingegneria militare: scale d´assalto, ponti, spade di foggia particolare e rivoluzionarie macchine offensive: gigantesche balestre e strutture corazzate per proteggere gli assalti della cavalleria. Per esaltare poi la magnificenza della corte si diverte a progettare splendidi artifizi per memorabili feste.
La rivoluzionaria gestualitá, l´inclinazione del capo, gli sguardi fanno vibrare le sue composizioni, organicamente composte nello spazio, grazie a tensioni dinamiche ed al sapiente uso del colore che accresce i valori espressivi, come sapientemente spiegato dall´autore stesso nel famoso "Codex Urbinas".
Si reca infine in Francia, su invito del re Francesco I, nel 1516, portando con sé la Gioconda, oggi vanto del Museo del Louvre. Gli é conferito l´incarico di "Primo Pittore, Ingegnere e Architetto del Re".
All´etá di 5 anni Leonardo si trasferisce col padre che nel frattempo ha sposato Alberia Amadori, a Vinci.
All´etá di 17 anni viene portato alla bottega del Verrocchio, a Firenze, per apprendere la pittura.
Qui, nel 1475, collabora al Battesimo di Cristo, eseguendo l´angelo di sinistra e parte del paesaggio; sempre nella bottega del Maestro realizza l´Annunciazione.
Nel 1481, per il Convento di S. Donato a Scopeto (FI), riceve la commissione di una grande tavola con l´ Adorazione dei Magi. L´opera rimase purtroppo allo stato di abbozzo, ma é motivo d´ interesse in quanto contiene "in nuce" tutti quegli elementi che troveranno poi piena espressione nelle opere a venire.
Desideroso di lasciare Firenze, scrive nel 1482 al Signore di Milano, Ludovico il Moro, per offrirgli i suoi servigi.
Tale missiva é preziosa in quanto testimonianza della versatilitá e universalitá di Leonardo che offre i suoi servigi non solo nel campo dell´Arte, come pittore, musicista e scultore, ma anche in quelli dell´architettura, dell´ingegneria civile e militare e dell´idraulica.
Per Leonardo é un periodo fecondo di riflessioni filosofiche e ricerche scientifiche.
Come pittore esegue la Vergine delle Rocce e l´ Ultima Cena, una delle opere piú celebri di tutta la storia dell´arte. Si tratta di un´ "istantanea" del momento in cui Gesú annuncia il prossimo tradimento da parte di uno degli Apostoli e della reazione sgomenta dei commensali.
Sempre desideroso di sperimentare, Leonardo impiega per quest´ opera non la tecnica dell´affresco, ma quella della tempera, molto piú sensibile della precedente agli agenti atmosferici, da qui la necessitá di intervenire con diversi restauri.
Nel 1500 Milano viene occupata dai francesi e Leonardo torna a Firenze, al servizio di Cesare Borgia.
Qui il Gonfaloniere Pier Soderini, nel 1504, gli affida l´incarico di dipingere la Battaglia d´Anghiari in gara con Michelangelo. Il dipinto viene purtroppo distrutto una cinquantina d´anni piú tardi e ci é noto grazie a disegni parziali e copie, tra le quali una eseguita dal Rubens.
Nel 1508 torna a Milano, dove si dedica a studi di anatomia, progettazione urbanistica, ottica e ingegneria idraulica.
Col ritorno degli Sforza a Milano nel 1513, Leonardo accetta l´invito del neo-eletto Pontefice Giuliano de´ Medici e si trasferisce a Roma.
Il 2 maggio 1519 si spegne nel castello di Cloux. Le sue spoglie riposano nella Chiesa di St. Valentine, ad Amboise.
Dopo la sua morte si converte nel paradigma dell´ "Uomo Rinascimentale": curioso, poliedrico, artista e scienziato.
Leonardo simboleggia una rottura con i modelli universali stabiliti nel 400 e diviene il piú insigne rappresentante dell´arte dell´Alto Rinascimento, dove si esalta un nuovo ideale di umanitá. Come scienziato ed artista si oppone al concetto di bellezza ideale, difendendo l´imitazione fedele alla natura, senza tentativi di miglioramento, prendendo coscienza del brutto e del grottesco.
Egli imprime alle sue figure naturalezza, vitalitá e corpositá.
L´elemento plastico é indotto dalle sfumature e dall´uso del chiaroscuro che modellando i corpi, lascia filtrare la luce con lo scopo di riempire lo spazio. Leonardo é il primo ad essere capace a dipingere l´aria, egli infatti osserva che i soggetti in lontananza sono meno nitidi anche per effetto dell'aria che riempie la distanza e rende tale effetto ottico, ricoprendo le maestri_file di una leggera patina di azzurrino.
La prospettiva aerea ed atmosferica, specialmente nei paesaggi, fanno parte delle sue tante innovazioni.
La sua figura a secoli di distanza é ammirata e studiata. Anche il padre della moderna psicoanalisi si dedica alla scansione di quella che probabilmente é stata una delle piú brillanti menti di tutti i tempi. Nel 1910 Sigmund Freud pubblica "Un ricordo d´infanzia di Leonardo da Vinci", dove cerca di spiegare uno dei segni distintivi di Leonardo: l´incostanza. Nonostante infatti accorte clausole imposte dai committenti, il grande artista sistematicamente abbandonava i suoi progetti. Freud interpreta in chiave sessuologica l´inibizione di Leonardo, come un rinvio della realizzazione "fisica" dell´opera in sé.
Diverse chiavi di lettura e numerosi studi non potranno mai svelarci il mistero di una mente avanti nel tempo ed umilmente alla ricerca di canoni universali rintracciabili ovunque intorno a noi, ma comprensibili a pochi.