Leonardo da Vinci

Genio tra i piú grandi di tutti i tempi, nasce ad Anchiano presso Vinci il 15 aprile 1452, figlio illegittimo del notaio "ser Piero" e della giovane Caterina.
All´etá di 5 anni Leonardo si trasferisce col padre che nel frattempo ha sposato Alberia Amadori, a Vinci. All´etá di 17 anni viene portato alla bottega del Verrocchio, a Firenze, per apprendere la pittura. Qui, nel 1475, collabora al Battesimo di Cristo, eseguendo l´angelo di sinistra e parte del paesaggio; sempre nella bottega del Maestro realizza l´Annunciazione.
Nel 1481, per il Convento di S. Donato a Scopeto (FI), riceve la commissione di una grande tavola con l´ Adorazione dei Magi. L´opera rimase purtroppo allo stato di abbozzo, ma é motivo d´ interesse in quanto contiene "in nuce" tutti quegli elementi che troveranno poi piena espressione nelle opere a venire.

Desideroso di lasciare Firenze, scrive nel 1482 al Signore di Milano, Ludovico il Moro, per offrirgli i suoi servigi. Tale missiva é preziosa in quanto testimonianza della versatilitá e universalitá di Leonardo che offre i suoi servigi non solo nel campo dell´Arte, come pittore, musicista e scultore, ma anche in quelli dell´architettura, dell´ingegneria civile e militare e dell´idraulica.
Per Leonardo é un periodo fecondo di riflessioni filosofiche e ricerche scientifiche.

Alla corte del Duca si puó dedicare a diversi studi per realizzazioni d´ingegneria militare: scale d´assalto, ponti, spade di foggia particolare e rivoluzionarie macchine offensive: gigantesche balestre e strutture corazzate per proteggere gli assalti della cavalleria. Per esaltare poi la magnificenza della corte si diverte a progettare splendidi artifizi per memorabili feste.

Come pittore esegue la Vergine delle Rocce e l´ Ultima Cena, una delle opere piú celebri di tutta la storia dell´arte. Si tratta di un´ "istantanea" del momento in cui Gesú annuncia il prossimo tradimento da parte di uno degli Apostoli e della reazione sgomenta dei commensali.
Sempre desideroso di sperimentare, Leonardo impiega per quest´ opera non la tecnica dell´affresco, ma quella della tempera, molto piú sensibile della precedente agli agenti atmosferici, da qui la necessitá di intervenire con diversi restauri.

La rivoluzionaria gestualitá, l´inclinazione del capo, gli sguardi fanno vibrare le sue composizioni, organicamente composte nello spazio, grazie a tensioni dinamiche ed al sapiente uso del colore che accresce i valori espressivi, come sapientemente spiegato dall´autore stesso nel famoso "Codex Urbinas".

Nel 1500 Milano viene occupata dai francesi e Leonardo torna a Firenze, al servizio di Cesare Borgia. Qui il Gonfaloniere Pier Soderini, nel 1504, gli affida l´incarico di dipingere la Battaglia d´Anghiari in gara con Michelangelo. Il dipinto viene purtroppo distrutto una cinquantina d´anni piú tardi e ci é noto grazie a disegni parziali e copie, tra le quali una eseguita dal Rubens.

Nel 1508 torna a Milano, dove si dedica a studi di anatomia, progettazione urbanistica, ottica e ingegneria idraulica. Col ritorno degli Sforza a Milano nel 1513, Leonardo accetta l´invito del neo-eletto Pontefice Giuliano de´ Medici e si trasferisce a Roma.

Si reca infine in Francia, su invito del re Francesco I, nel 1516, portando con sé la Gioconda, oggi vanto del Museo del Louvre. Gli é conferito l´incarico di "Primo Pittore, Ingegnere e Architetto del Re".

Il 2 maggio 1519 si spegne nel castello di Cloux. Le sue spoglie riposano nella Chiesa di St. Valentine, ad Amboise.

Dopo la sua morte si converte nel paradigma dell´ "Uomo Rinascimentale": curioso, poliedrico, artista e scienziato. Leonardo simboleggia una rottura con i modelli universali stabiliti nel 400 e diviene il piú insigne rappresentante dell´arte dell´Alto Rinascimento, dove si esalta un nuovo ideale di umanitá. Come scienziato ed artista si oppone al concetto di bellezza ideale, difendendo l´imitazione fedele alla natura, senza tentativi di miglioramento, prendendo coscienza del brutto e del grottesco. Egli imprime alle sue figure naturalezza, vitalitá e corpositá.
L´elemento plastico é indotto dalle sfumature e dall´uso del chiaroscuro che modellando i corpi, lascia filtrare la luce con lo scopo di riempire lo spazio. Leonardo é il primo ad essere capace a dipingere l´aria, egli infatti osserva che i soggetti in lontananza sono meno nitidi anche per effetto dell'aria che riempie la distanza e rende tale effetto ottico, ricoprendo le maestri_file di una leggera patina di azzurrino. La prospettiva aerea ed atmosferica, specialmente nei paesaggi, fanno parte delle sue tante innovazioni.

La sua figura a secoli di distanza é ammirata e studiata. Anche il padre della moderna psicoanalisi si dedica alla scansione di quella che probabilmente é stata una delle piú brillanti menti di tutti i tempi. Nel 1910 Sigmund Freud pubblica "Un ricordo d´infanzia di Leonardo da Vinci", dove cerca di spiegare uno dei segni distintivi di Leonardo: l´incostanza. Nonostante infatti accorte clausole imposte dai committenti, il grande artista sistematicamente abbandonava i suoi progetti. Freud interpreta in chiave sessuologica l´inibizione di Leonardo, come un rinvio della realizzazione "fisica" dell´opera in sé.

Diverse chiavi di lettura e numerosi studi non potranno mai svelarci il mistero di una mente avanti nel tempo ed umilmente alla ricerca di canoni universali rintracciabili ovunque intorno a noi, ma comprensibili a pochi.