"Che direzione prenderá l´arte moderna secondo voi?"
(Risposta di Henri Matisse comparsa nella rivista Look del 25 agosto del 1953)
Nasce a Le Cateau-Cambrésis il 31 dicembre del 1869. I genitori hanno una drogheria a Bohain, nel nord della Francia e commerciano soprattutto in sementi. Il giovane Henri dopo aver frequentato il liceo, si trasferisce a Parigi per studiare giurisprudenza. Nel 1891 si iscrive all´Académie Julian, ma é nello studio di Gustave Moreau, all´Ecole des Beaux-Arts che frequenta giovani artisti liberi da condizionamenti accademici. Dal 1895 abita al 19 di quai Saint-Michel da dove inizia a dipingere le numerose vedute di Notre Dame.
Le opere fra le due guerre indicano il momento di maturazione e di passaggio verso nuovi modelli a cui ispirarsi. A cavallo fra i due secoli acquista le Tre bagnanti di Cézanne, un´opera di Gauguin ed una di Rodin. Si dedica inoltre allo studio del saggio di Signac, capostipite del puntinismo: D´Eugène Delacroix au néo-impressionnisme. L´elaborazione del suo stile personale avviene attraverso due tappe fondamentali: la conquista del colore e la scoperta dell´Oriente.
Nel 1909 il collezionista russo Sergei Scukin gli commissiona per la sua casa di Mosca i pannelli decorativi della Musica e della Danza, forse la sua opera piú celebre. Alla pittura affianca la scultura e redige i principi della sua estetica nelle Notes d´un peintre, pubblicate dalla "Grande Revue" nel 1908, anno in cui apre un´accademia di pittura in rue de Sèvres a Parigi.
Negli anni che vedono l´ascesa del cubismo egli concentra la sua ricerca sulla struttura architettonica del quadro, rinunciando in parte al colore. Il lato esuberante ritrova spazio nel periodo del primo dopoguerra, quando inizia la celebre serie delle Odalische ed il suo tratto si fa piú morbido, con colori piú chiari. In uno dei suoi scritti rivela: " Sono definitivamente impegnato col colore perché i disegni non mi interessano piú". Una delle opere piú significative di questi anni é Interno con melanzane dove Matisse evoca i soggetti; "precisandoli nel loro carattere individuale e nei rapporti con gli elementi che li compongono e questi rapporti esistono nelle combinazioni di colori e di forme."
Negli anni trenta e quaranta prosegue la schematizzazione, arrivando all´espressione attraverso delle sagome quasi del tutto astratte, dove usa carte colorate e ritagliate per inventare composizioni di totale libertá creativa. In questo periodo ha diversi contatti negli Stati Uniti, dove conosce fra l´altro Albert Barnes che gli affida la decorazione del salone d´ingresso della sua Fondazione. L´artista vi lavora dal 1930 al 1933 e riprende il tema a lui caro della danza.
"La luce"
Con trasferte nei dintorni di Parigi ed in Bretagna inizia a dipingere en plein air, esperienza che lo avvicina agli impressionisti. La sua tavolozza si schiarisce e crea una serie di opere, fra cui la Tavola apparecchiata che suscitano sensazione ed anche sconcerto al Salon della Société Nationale des Beaux-Arts di cui é membro. Nel 1898 si sposa con Amélie Parayre e poi intraprende dei viaggi che lo portano a Londra a conoscere la pittura di Turner, di cui gli aveva parlato Pissarro e poi al Sud, in Corsica, a Tolosa ed a Perpignagno dove ha la "rivelazione della luce".
Nel 1905 assume il ruolo di protagonista allo storico Salon d´Automne che vede la prima manifestazione pubblica del fauvismo. In questo periodo Matisse arriva ad un´estrema semplificazione delle immagini, sintetizzando le forme in colori violenti ed antinaturalistici, riducendo i contorni a segni marcati e dinamici, fino ad arrivare ad un´opposizione di colori che traduce in prospettiva. L´interesse di un gruppo di noti collezionisti, fra cui Leo e Gertrude Stein decretano la sua ascesa. Appartengono a questo periodo Ritratto di madame Matisse (La riga verde), Le cipolle rosa anomalo nel suo percorso, dove anticipa la trasformazione del soggetto in motivo decorativo e La tovaglia: armonia in rosso.
L´ultima fase della sua vita la trascorre fra Parigi, Vence dove lavora alla decorazione della cappella del Rosario delle Domenicane e Nizza, dove muore il 3 novembre del 1954.
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