Nasce a Sondrio il 21 giugno del 1891, frequenta l´Universitá a Bologna dove consegue una doppia laurea in Ingegneria ed in Architettura. Nel 1927 la cittá di Napoli commissiona a lui ed a Arnaldo Foschini la Funicolare centrale e la sala dell´Augusteo. La sala del teatro é realizzata in cemento armato, ha una forma circolare, di 30 metri di diametro, con una copertura ad anelli ed al centro un lucernario. Il suo primo incarico individuale importante é
lo stadio di Giovanni Berta a Firenze (1930-32), un´opera di grande bellezza dove spiccano: la pensilina che copre un settore delle tribune, le eleganti scale elicoidali per l´ingresso degli spettatori e la svettante torre Maratona.
Nel 1936-40 realizza gli hangar per l'Aeronautica Italiana ad Orbetello, purtroppo andati distrutti. Le volte di queste costruzioni erano formate da un leggero reticolo di nervature di cemento armato che incrociandosi diagonalmente contribuivano a donare una luce impressionante all´intero ambiente.
A metá degli anni ´40 sviluppa il ferro-cemento, resistente ed elastico, composto di strati di maglia d´acciaio,
riempiti di malta e calcestruzzo.
Con questo materiale si ottengono nervature sciolte, ricurve od ondulate di grande impatto visivo che caratterizzano l´intera sua opera, insieme a soluzioni audaci, rese possibili dall´uso del cemento armato che Nervi lascia spesso visibile, senza ricoprirlo di vari rivestimenti.
L´impiego del ferro-cemento gli permette di costruire il Salone delle Esposizioni di Torino, nel 1948, dove la copertura esterna copre una distanza di 76 metri, facendo scaturire uno spazio interno di drammatica semplicitá strutturale. Lo spessore del rivestimento del tetto é di soli 5 cm ed é reso possibile dall´aumento della rigiditá attraverso l´ondulazione della ragnatela trasversale che crea l´intelaiatura.
Ormai divenuto architetto di fama internazionale, tra il 1953 ed il 1957 lavora alla sede permanente dell´Unesco a Parigi, collaborando con gli architetti Marcel Breuer e Bernard Zehrfuss. Nello stesso periodo fa parte del team di strutturisti italiani che cooperano con l´architetto Gio Ponti alla progettazione del Grattacielo Pirelli a Milano, insieme a Rosselli, Dell´Orto, Danusso, Voltolina, Fornaroli.
In occasione delle Olimpiadi del 1960 a Roma disegna con Annibale Vitellozzi il Palazzetto dello Sport, edificio
dalla pianta circolare, con cupola ondulata che poggia su 36 forcelle, dalla forma a Y; lo stadio Flaminio, il viadotto sopraelevato di Corso Francia. Mentre insieme a Marcello Piacentini realizza uno dei simboli dell´Eur: il Palazzo dello Sport, un edificio in curtain-wall dai vetri verde-azzurro.
Di nuovo a Torino Nervi e suo figlio Antonio si aggiudicano il concorso tenuto nel 1959 per la progettazione del Palazzo del Lavoro, da inaugurare per l´esibizione del 1961. I tempi ristretti dal bando alla realizzazione, 11 mesi soltanto, contribuiscono a scegliere la proposta di Nervi che grazie all´impiego di soluzioni modulari, consente una rapida progressione dei lavori. Caratteristica dell´edificio sono sedici "grandi ombrelli", costituiti da un pilastro centrale in cemento armato da cui si dipartono raggi in travi d´acciaio che reggono la copertura dell´edificio. Le pareti-vetrate esterne sono rette da una serie di montanti che aiutano a contenere le dilatazioni termiche e che scaricano sulla copertura le tensioni create dal vento.
Nel 1964 viene invitato in Vaticano, dove il pontefice Paolo VI gli affida la costruzione della nuova aula per le udienze al pubblico. Un particolare curioso é che questa sala é situata a cavallo fra due stati: l´Italia e la Cittá del Vaticano.
Nella sua lunga e creativa vita, Nervi ha realizzato anche: la Cattedrale di St. Mary
a San Francisco, la stazione degli autobus del George Washington Bridge a New York, il complesso "Victoria Square" a Montreal, in Canada; i progetti per la "Nuova Officina Carte Valori" per la Banca d'Italia a Roma e per lo stabilimento Burgo di Mantova.
Muore all'etá di 88 anni il 9 gennaio del 1979, a Roma. L´ultimo suo sogno é il ponte sullo stretto di Messina che immagina sospeso a campata unica.