Nasce il 20 Ottobre del 1854 a Charleville. Di famiglia borghese fugge di casa e vive da anarchico il clima della Comune nel 1870. Durante questo periodo si scaglia contro la societá, contro il conformismo e la mediocritá piccolo-borghese, riprende motivi anticlericali e giacobini sempre presenti nella tradizione francese.
Il poemetto Le Bateau ivre, inviato a Verlaine, dá inizio ad una tormentosa amicizia che finisce quando Verlaine lo ferisce con un colpo di rivoltella, nel 1873. Entro questa data il poeta compone la maggior parte delle sue liriche, durante le tappe di un viaggio irrequieto, alla ricerca di un´inconscia autodistruzione.
In seguito abbandona la letteratura, fa il maestro, lo scaricatore, il marinaio, il volontario nell´esercito olandese, lavora in un circo, parte poi per l´Africa, dove fa il mercante di coloniali e forse di schiavi. Mentre é lontano dall´Europa nasce come una meteora la sua fama, provocata dal saggio critico di Verlaina Les poètes maudits, del 1884, una specie di manifesto del simbolismo.
Attraverso una sorta di allucinazione, Rimbaud rifiuta ogni legame con la tradizione, respinge ogni legame politico, religioso, familiare e si pone come il veggente che attraverso il delirio dei sensi ed un linguaggio diretto formula l´inesprimibile.
Dalla famosa Lettera del veggente del 1871 si deduce la sua poetica:
"Il Poeta si fa veggente mediante un lungo, immenso e ragionato deragliamento di tutti i sensi. Egli cerca se stesso, esaurisce in sé tutti i veleni, per non conservarne che la quintessenza. Ineffabile tortura nella quale egli ha bisogno di tutta la fede, di tutta la forza sovrumana, nella quale egli diventa il grande infermo, il grande criminale, il grande maledetto e il Sommo Sapiente!
Egli giunge infatti all´Ignoto."
Contemporaneo alla lettera "Il battello ebbro" é forse la sua poesia piú nota, dal chiaro significato simbolico ed autobiografico. Un battello da carico, rimasto senza equipaggio, va alla deriva in balia dei fiumi e degli oceani, ha cosí l´opportunitá di vedere gli spettacoli naturali nella loro suggestiva bellezza ed a volte incontenibile violenza. Alla fine dell´esperienza sa che non puó piú accontentarsi e riprendere le sue banali rotte...
"Non posso piú, bagnato da quei languori, onde,
filare nella scia di chi porta cotone,
né fendere l´orgoglio dei pavesi e dei labari,
né vogar sotto gli occhi orrendi dei pontoni."
Muore a Marsiglia il 10 novembre del 1891.
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